Federutility: tre iniziative per informare sul Referendum
Il Position Paper di Federutility
Federutility, nell’ambito della campagna di informazione che sta conducendo per approfondire i primi due quesiti del referendum, ha deciso di divulgare, online, il proprio position paper. Di seguito un estratto dell’introduzione e qui il link per scaricare l’intero documento:
Il 12 e il 13 giugno si voterà per due referendum sul tema dell’acqua, per i quali lo scorso anno sono state raccolte quasi due milioni di firme.
I comitati promotori hanno attirato l’attenzione sui problemi del servizio idrico, ma la spinta emotiva per una generica “lotta contro la privatizzazione” rischia di far dimenticare gli aspetti razionali e dimensionali del problema.
L’acqua è pubblica e su questo nessuno può e deve dubitare.
Il soggetto cui si affida la gestione del servizio e delle reti può, invece, avere forme diverse, come accade in tutta Europa: pubblico, privato o misto.
L’importante è che sappia gestire l’acqua, in modo efficiente, seguendo princìpi industriali, di tutela ambientale e di economicità del servizio.
Il secondo quesito chiede “l’abrogazione, in sede di determinazione della tariffa di una adeguata remunerazione del capitale investito”, ciò significa non poter ricorrere ai prestiti bancari o finanziatori, per trovare 60 miliardi di investimenti che serviranno nei prossimi 30 anni per la realizzazione di impianti di fognatura e depurazione e per la manutenzione delle reti idriche.
Significa, quindi, affidarsi integralmente alla spesa pubblica, alle casse dello Stato e degli Enti Locali, per i quali si tratta di cifre insostenibili. Soltanto l’11% del fabbisogno di investimenti, al momento, è finanziabile con risorse pubbliche.
Chi investirà negli acquedotti, nelle reti fognarie e nella depurazione per adeguare progressivamente la qualità del servizio agli standard Europei?
Tra l’altro, l’Italia è già deferita alla Corte UE per i ritardi nei depuratori.
Alla luce dei numeri e di quanto accaduto in Europa negli ultimi decenni, si può dire tranquillamente che tra un gestore pubblico ed un gestore privato, il migliore è semplicemente quello più efficiente e capace di investire.
La posizione del mondo accademico e degli esperti del settore
Oltre a Federutility, anche il mondo accademico si è mobilitato per migliorare l’informazione a proposito dei primi due quesiti. L’ha fatto attraverso una petizione online firmata già da oltre 100 professionisti.

Questa la posizione del Professor Antonio Massarutto, promotore della petizione, che può essere firmata qui:
Non intendo rassegnarmi ad un modo di ragionare primitivo, che disprezza i dati empirici e l’analisi fattuale.
Non intendo concentrarmi sugli aggettivi – pubblico vs. privato – ma su aziende o enti locali. Soggetti comunque guidati da una razionalità economica e non più enti erogatori privi di vincolo di bilancio, come le gestioni dell’acqua sono state per decenni.
Ritengo che l’eventuale coinvolgimento privato nella gestione – utile quando il pubblico non ce la fa con le proprie risorse – deve essere preceduto e accompagnato da un sistema di regolazione efficace e da un quadro normativo chiaro.
Non credo che la soluzione per finanziare costi e investimenti nel settore idrico siano la fiscalità generale e la spesa pubblica.
Ritengo che il referendum stia distraendo l’opinione pubblica distorcendo i problemi e prospettando false soluzioni. Non è un gioco cui mi interessa giocare.
Se deciderò di andare a votare per le domande sull’acqua , turandomi il naso, è solo per il profondo rispetto che nutro verso l’istituto democratico del referendum.
Qualunque sia l’esito, il 14 giugno 2011 i problemi resteranno quelli di sempre: un settore che fa una fatica enorme a mobilitare le risorse necessarie per adeguarsi a standard moderni, soprattutto sul versante della depurazione.
Finita la bagarre referendaria, forse si potrà ricominciare a ragionare.
Se serve un supporto per ragionare insieme, razionalmente, io ci sarò.
Un’iniziativa per informarsi
Inoltre, Federutility, per promuovere online la sua campagna e favorire la diffusione delle informazioni, ha promosso la creazione di un banner che chiunque potrà scaricare ed inserire sul proprio sito attraverso i codici presenti qui sotto:
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Approfondimenti
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