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Di seguito la petizione che il Professor Massarutto ha promosso presso docenti ed esperti del settore, per diffondere una maggiore informazione sui due primi quesiti del referendum del 12-13 giugno, relativi alla distribuzione dell'acqua.

PERCHE’ QUESTA RACCOLTA FIRME?
Le tante persone che si sono mobilitate per l’acqua, segnalano problemi concreti e meritano rispetto. La gran parte di loro è in buona fede, e più ancora, accomunata da un sincero desiderio di fare del bene. Ma chi si occupa da anni, per professione, del tema dei servizi pubblici o dell’acqua in particolare, non può che restare esterrefatto e inorridito di fronte alla mistificazione e alla brutale semplificazione che è in corso. Abbiamo ruoli e tendenze politiche diverse, ma di fronte a dati scorretti, notizie vere ma assemblate in modo tendenzioso, oppure autentiche leggende urbane, non possiamo non reagire. Ecco il perché di questa simbolica raccolta di firme, a pochi giorni dal referendum. Un modo per offrire qualche decisivo spunto di riflessione prima del voto.
DIECI MOTIVI PER DUBITARE DI QUANTO SI E’ DETTO IN QUESTI MESI
1) Ci si dice [cialis cheap] che il voto è “per l’acqua pubblica”. Il referendum riguarda anche rifiuti e trasporti. Esaminando le leggi ci si accorge che nessuno ha mai negato che l’acqua sia pubblica. La cui valenza di servizio universale, accessibile a tutti e garantito a tutti, non è, non è mai stata, in discussione. 2) Ci si dice che la “gara” è l’anticamera della svendita al privato. Al contrario, la gara può essere il modo - per l’azienda pubblica – di mostrare le proprie virtù. Non si dice che gli enti locali hanno molte possibilità di mantenere la gestione pubblica se lo desiderano, ma sono obbligati a produrre evidenza della fondatezza di tale scelta, e a risponderne davanti ai cittadini. 3) Ci si dice che affidare la gestione a privati è sempre e comunque un male, enfatizzando oltremisura problemi e difficoltà che pure esistono; ma si tacciono i molti casi in cui è la gestione pubblica a funzionare come “poltronificio” e “assumificio” e non come custode del bene comune. 4) Ci si fa credere che: “via i privati, via il profitto e l’acqua tornerà a sgorgare gratis”. Ma non si spiega che i soldi necessari ricadranno sotto forma di spesa pubblica e tasse. 5) Ci si chiede di votare “contro il profitto” contenuto nelle tariffe, ma non ci si dice in che modo i gestori o gli enti locali potrebbero procurarsi le risorse finanziarie necessarie per sostenere gli investimenti. Da notare che il decreto che ancor oggi disciplina le tariffe, fu firmato nel 1996 dal Ministro Antonio Di Pietro. 6) Ci si dice che “l’acqua non si vende”, ma poi quando si chiedono come faremo a sostenere il costo di gestione (che comunque va pagato) si ricorre a improbabili soluzioni di finanza creativa, o vaghi risparmi in altri capitoli della spesa pubblica. 7) Si vagheggiano gestioni cooperative e solidali, ma non si riesce a proporre un esempio concreto in cui tale “modello” stia funzionando. Vi si assimilano erroneamente, gestioni pubbliche che funzionano bene, proprio perché hanno saputo creare aziende equilibrate che si finanziano con le tariffe. Olanda, Germania, Stati Uniti, Svezia, Finlandia, Austria (l’elenco potrebbe continuare): realtà dove la gestione è pubblica, e non a caso le tariffe sono le più alte del mondo. 8) Anche chi promuove il privato punta alla demagogia. Delle gestioni pubbliche si fa un indistinto coacervo di carrozzoni in mano alla politica. Dalle gare o dalla regolazione indipendente ci si aspettano soluzioni taumaturgiche, dimenticando che la regolazione deve essere costruita prima e non dopo 9) Si favoleggia di una concorrenza che non può riguardare l’acqua. Si prospettano gare al migliore offerente cialis cheap, che qui non possono funzionare. 10) Sui mezzi di comunicazione, gli opposti schieramenti si affrontano a colpi di slogan. A chi non accetta di essere collocato sotto alcuna bandiera del SI o del NO – anche se per motivi razionali e dimostrabili - la cosiddetta “par condicio” impedisce l’accesso alle trasmissioni radio e tv. CHIEDIAMO DI SOTTOSCRIVERE con nome, cognome e professione LE DIECI OSSERVAZIONI E LE E SEGUENTI CONCLUSIONI Non intendo rassegnarmi ad un modo di ragionare primitivo, che disprezza i dati empirici e l’analisi fattuale. Non intendo concentrarmi sugli aggettivi - pubblico vs. privato – ma su aziende o enti locali. Soggetti comunque guidati da una razionalità economica e non più enti erogatori privi di vincolo di bilancio, come le gestioni dell’acqua sono state per decenni. Ritengo che l’eventuale coinvolgimento privato nella gestione - utile quando il pubblico non ce la fa con le proprie risorse - deve essere preceduto e accompagnato da un sistema di regolazione efficace e da un quadro normativo chiaro. Non credo che la soluzione per finanziare costi e investimenti nel settore idrico siano la fiscalità generale e la spesa pubblica. Ritengo che il referendum stia distraendo l’opinione pubblica distorcendo i problemi e prospettando false soluzioni. Non è un gioco cui mi interessa giocare. Se deciderò di andare a votare per le domande sull’acqua , turandomi il naso, è solo per il profondo rispetto che nutro verso l’istituto democratico del referendum. Qualunque sia l’esito, il 14 giugno 2011 i problemi resteranno quelli di sempre: un settore che fa una fatica enorme a mobilitare le risorse necessarie per adeguarsi a standard moderni, soprattutto sul versante della depurazione. Finita la bagarre referendaria, forse si potrà ricominciare a ragionare. Se serve un supporto per ragionare insieme, razionalmente, io ci sarò. Promotore: Antonio Massarutto Per sottoscrivere la petizione ecco il .
I primi 100 firmatari ( l’elenco completo dei sottoscrittori):
  1. Antonio Massarutto – Prof. di Economia Pubblica-  Università di Udine
  2. Alessandro Petretto – Prof. di Economia Pubblica-  Università degli Studi di Siena
  3. Andrea Boitani – Prof. di Economia - Università Cattolica
  4. Barbara Antonioli – Prof. di Economia Pubblica - Università degli Studi di Siena
  5. Claudio Lubello – Prof. di Ingegneria Civile- Università di Firenze
  6. Franco Bassanini – Presidente Cassa Depositi e Prestiti
  7. Francesco Silva –Prof. Sociologia e scienze dell’organizzazione - Università degli studi di Milano Bicocca
  8. Marco Ponti –Prof. Cialis cheap economia dei trasporti politecnico di milano
  9. giancarlo corò – prof. Economia della cultura Università Ca’Foscari Venezia
  10. Pippo Ranci – Prof. Economia Politica Università Cattolica del Sacro Cuore Milano
  11. Clara Poletti –Direttore IEFE
  12. Giorgio Prodi – Prof. Economia Industriale, Università degli Studi di Ferrara
  13. Paolo Bertoletti –Prof. Microeconomia-  Università degli Studi di Pavia
  14. Otello Dalla Rosa – General Manager Armes S. p. A.
  15. Paolo Rasi – Ricercatore - Università degli Studi di Udine
  16. Marina Schenkel – Prof. Economia industriale - Università degli Studi di Udine
  17. Luigi Copiello – Ex Segretario CISL Vicenza e Autore di Manifesto per la metropoli nordest
  18. Marco Frey – Scuola Superiore S. Anna di Pisa- Università Commerciale Luigi Bocconi e Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
  19. Paolo Gurisatti – Prof. Politiche Regionali Europee -Università degli Studi di Padova
  20. Francesco Ferrari – Università degli studi di Torino
  21. Marta Chicca – Responsabile Unità Mercati Retail, Autorità per l’energia elettrica e il gas
  22. Egidio Pasetto -Proprietario Core consulting
  23. Paolo Ermano – Università degli Studi di Udine
  24. Andrea Gilardoni - Università Bocconi
  25. Andrea Moretti – Prof. Marketing -Università di Udine
  26. Luigi De Paoli – Prof. Economia -Università Bocconi
  27. Alessandro de Carli –Università Commerciale Luigi Bocconi
  28. Giovanni Canitano – Prof. Economia - Università degli Studi di Firenze
  29. Claudio Lubello – Ing. Idraulica e Civile - Università degli studi di Firenze
  30. Carlo Scarpa – Prof. Economia Politica - Università di Brescia
  31. Alberto Cavaliere – Prof. Strategie fiscali e finanziarie - Università di Pavia-  Università Commerciale Luigi Bocconi
  32. Tito Boeri – Prof. Economia Industriale - Università Commerciale Luigi Bocconi
  33. Marco Elefanti – Direttore Amministrativo-  Università Cattolica del Sacro Cuore
  34. Roberto Roson –  Prof. Economia Internazionale dell’Industria e del commercio Università Ca’Foscari Venezia
  35. Andrea Bossola – Acea Spa
  36. Alessandro Marangoni - CEO Althesys
  37. Marta Antonelli – Ricercatore - Università degli Studi di Genova
  38. Claudia Pizzigalli – Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici
  39. Giordano Colarullo – ICS Consulting, Londra
  40. Valentina Rosetto – Università degli Studi di Bologna
  41. Andrea Barone – AGCM
  42. Nicola Doni –Dip. Scienze Economiche - Università degli Studi di Firenze
  43. Luisa Simeone – Enel Energia
  44. Elena Ferretti – Ricercatore Scienze delle costruzioni- Università degli Studi di Bologna
  45. Marco Grifoni – Deloitte
  46. Stefania Troiano –Ricercatore - Università degli Studi di Verona
  47. Antonia Muschio Schiavone – Politecnico di Bari
  48. Mauro Ermacora
  49. Paolo Rosato – Prof. Economia Università degli Studi di Trieste
  50. Aida Antonelli – Giornalista Repubblica
  51. Patrizia Cartello
  52. Buni Zeller – Core Consulting
  53. Daniela Di Rollo
  54. Elena Maria Riva – Prof. Storia Sociale Università Cattolica del Sacro Cuore
  55. Cecilia Caretti – Università degli Studi di Firenze
  56. Enio Paris – Prof. Ingegneria - Università degli Studi di Firenze
  57. Enrico Conti – IRPET Firenze
  58. Giuseppe Romano – Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  59. Simone Lippi – Università degli Studi di Firenze
  60. Antonio Barbera Mazzola
  61. Mario Sebastiani - Prof. di Economia Politica - Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  62. Fabio Fiorillo - Prof. di Scienza delle Finanze - Università Politecnica delle Marche
  63. Giovanni Bonaiuti - Ricercatore in Didattica e Pedagogia - Università degli Studi di Firenze
  64. Enrico Tesser - Ricercatore - Università degli Studi della Basilicata
  65. Marco Sacchi - Prof. Filosofia teoretica - Università Cattolica del Sacro Cuore
  66. Giulio Alonzi - Althesys
  67. Marco Petrelli - Prof. di Economia - Università degli Studi Roma 3
  68. Giuseppe Tiranti - Commissione Permanente Elettricità Federutility
  69. Nicola Isetta - Sinistra Ecologia e Libertà Liguria
  70. Lorenzo Figura - Yale University
  71. Lanfranco Senn - Prof. Politica Economica - Università Commerciale Luigi Bocconi
  72. Loredana Berardocco
  73. Masismo Cordano
  74. Carlo Soave cialis cheap Prof. Fisiologia vegetale - Università degli Studi di Milano
  75. Giorgio Valentino Federici - Prof. Ingegneria Civile e Ambientale - Università degi Studi di Firenze
  76. Mario Rosario Mazzola - Prof. Ingegneria Civile - Università degli Studi di Palermo
  77. Laura Depaoli
  78. Fabrizio Givone
  79. Giuseppe Carrieri - Ordinario di urologia - Università degli Studi di Foggia
  80. Filippo Mezzanotti - Kellogg School of Management
  81. Cesare Franchini
  82. Nicola Masi - Ministero dello Sviluppo Economico
  83. Riccardo Gori - Ricercatore in Ingegneria Sanitaria - Ambientale - Università degli Studi di Firenze
  84. Alberto Bressan - Penn State University (USA)
  85. Claudio Arena - Ricercatore - Università degli Studi di Palermo
  86. Oscar Lucati
  87. Roberto Carlo Fongia
  88. Glauco Gianni Lora - Form Plast
  89. Simone Mereu - Ricercatore - Università degli Studi di Sassari
  90. Luciano lavecchia - Fellow Istituto Bruno Leoni
  91. Luigi Spaventa - Sapienza Università degli Studi di Roma
  92. Luisa Tiraoro - Prof. Direzione Aziendale - Università degli Studi di Bologna
  93. Maria Astrid Eguiguren - IES Srl
  94. Domenico Pallaria - Sindaco Curinga (CZ)
  95. Paolo Albano - Ricercatore - Università degli studi di Bologna
  96. Valentina Farcomeni
  97. Alberto Giovannini - Unifortune Sgr Milano
  98. Barbara Da Rin - NOMISMA
  99. Giovanni Stenta
  100. Raffaele Peruzzi


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